Roma-Napoli 0a2

Tutto in una sera…

 

Tutto si svolge sull’asse  ”Roma-Napoli”,  l’ A1 direte voi l’Autostrada del Sole? E invece no! Si tratta della VI giornata di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 2010/2011 e la partita e una di quelle che si definisce di ”cartello”. Tutto nasce il sabato mattina, quando da una telefonata di un ”acino” del Grappolo Spargolo mi viene chiesto: ” Gè, ma tu la partita dove te la vedi?” Lì allora mi scatta subito la scintilla.

La partita è senza dubbio una passione forte per tanti di noi, le donne sicuramente la subiscono, ma rimane sempre un pretesto, una scusa per cui riunirsi e condividere emozioni e gioie con gli amici più vicini e cari. Così da una pura casualità, da una telefonata fatta per scambiare quattro chiacchiere, ci siamo ritrovati come al solito intorno ad un tavolo ad assaporare gustosi piatti e sorseggiare splendidi vini. La premessa è stata però quella di portare ognuno un proprio ”pezzo forte” e che ovviamente le danze si aprissero rigorosamente dopo la fine della partita, onde evitare di non goderci a pieno le gesta dei nostri eroi.

Questo però mi poneva davanti ad un grosso interrogativo: seppur convinto che gli undici Leoni Azzurri avessero grossissime possibilità di aver ragione dei Gladiatori Giallorossi, come fare a sopperire al forte dolore ed alla delusione in caso di sconfitta o di risultato negativo? Mi sarei trovato davanti a musi lunghi, con la sola voglia di dimenticare questa serata e tornare  a casa il prima possibile, per soffrire da soli con il proprio dolore e allora non mi restava altra scelta che stupirli ed anche intorpidirli con degli abbinamenti enologici che ci permettessero nel minor tempo possibile, di dimenticare il calcio, i gol, gli errori arbitrali e tuffarci di getto nella convivialità e nel ”piacere della tavola”.

Allora ecco che è nata la serata: antipasto di mozzarella di bufala con prosciutto crudo di Parma, zuppa di fagioli alla messicana, gnocchi alla sorrentina, gattò (gateau alla francese) di patate, salsicce e friarielli e peperoni. Il dolce è stato una piccola chicca di cui vi parlerò successivamente.

 Tutti gli ultras arrivano puntuali per le 20:00, al fine di scambiarci le impressioni del pre-partita e cominciare a respirare l’emozione dell’evento sportivo. Le solite domande che ci si pone: ”Come vedi il Pocho? Cavani ci farà sognare? La Roma è una brutta gatta da pelare,  insomma le solite perversioni mentali che un tifoso si fa prima di ogni partita importante. Ognuno porta con se il prezioso piatto preparato preventivamente e nessuno di loro conosce quelli che saranno di lì a poco gli abbinamenti che in maniera poco democratica ho deciso di proporre per la serata. A volte un po’ di ”ordine” ci vuole dopo tanta ”anarchia”. Così comincio con l’attuare il mio piano di coinvolgimento a 360°: nel mentre si disquisisce se ascoltare il commento di Carlo Alvino o quello originale di Sky, apro una bottiglia di Prosecco di Valdobbiadene Docg di Frozza Col d’Orso. Un prosecco con una bevibilità impressionante, da poter ”bere  a secchi” come direbbero alcuni miei amici, la grana delle bollicine colpisce subito l’analisi del degustatore, i profumi al naso di fiori e frutti inebriano l’olfatto, mentre la buona acidità e sapidità ti incoraggiano sempre di più a riempire il bicchiere, insomma davvero un buon inizio!

 

 

Ma ahimè, come prevedevo, la bottiglia finisce mooolto velocemente dando spazio a pochi approfondimenti ed allora (tanto per non perdere il ritmo) decido di mettermi in gioco con un’iniziativa a dir poco ardita: proporre due birre come aperitivo, tanto per uscire fuori dagli schemi… Le due invitate al ballo, tanto per essere precisi sono due Menabrea 150° Anniversario: una Strong doppio malto  ed una Ambrata. La prima con un profumo molto intenso e con un ottimo equilibrio alterna sentori di spezie al floreale ed al fruttato dando alla birra una piacevole bevibilità. La seconda, di approccio assai più difficile, mantiene un buon equilibrio pur avendo un retrogusto davvero complesso. All’olfatto si riesce ad intuire lievemente la tostatura del malto ed in bocca ha il pregio di riuscire a dissetare in maniera incredibile. Insomma nel mentre Cavani realizza il rigore del meritato 1 – 0 noi siamo già pienamente sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda… Grande MATADOOOOR!!!!!!

Finisce il primo tempo e noi tutti (visto il risultato) abbiamo degli splendidi sorrisi stampati in volto. La fame però comincia a fare capolino e ci domandiamo se magari non sia il caso di ”allentare” un po’ la tensione cominciando a mettere qualcosa sotto i denti. E’ inutile dire che il mini-referendum raggiunge immediatamente il quorum con una risposta univoca: apriamo le danze!

La scelta ricade subito sulla mozzarella ed il prosciutto di Parma portati da Rino.

 

 

La scelta dell’abbinamento non è semplice, ma scelgo una bella bottiglia di Champagne Henri Chauvet Millésime 2006 Cuvée Blanche Premier Cru e l’idea di abbinare la ”sciampagna” alla mozzarella di bufala mi solletica davvero tanto! Affido la ”boccia” al mio fidato amico Rino che provvede velocemente allo stappo (purtroppo non senza botto).

Una Cuvée 100% Chardonnay che esprime appieno la sua grandissima finezza e leggerezza ripulendo la bocca dalla succulenza e la grassosità della mozzarella con una spalla acida davvero bella. All’olfatto lascia davvero delle note a dir poco impressionanti con un’ampiezza che sbalordisce.  Insomma un palato ed un naso che emozionano davvero.

El Matador sancisce la vittoria del Napoli in terra capitolina con un altro splendido gol e la serata comincia a volare.

Così, alle 23:00 circa, ci si siede finalmente a tavola e si cominciano ad incrociare le forchette!  In questo caso però si parte con i cucchiai, perchè la zuppa di fagioli alla messicana di Chef Pasquale li necessita ovviamente. La scelta del vino da abbinare, mi fa pensare ad un vino con una buona bevibilità, che abbia un buon corpo, ma che allo stesso tempo non sia troppo ”rude”  ed abbia una buona morbidezza ed una buona freschezza. La mia scelta a questo punto ricade sul Frappato 2008 di Arianna Occhipinti. Il naso offre diversi spunti che si aprono a diversi sentori: dai frutti rossi al tè.   La Sicilia continua a darci grandi emozioni.

Il prosieguo è affidato a questo punto allo gnocco portato da Camillo e Paola che si sa: addà esser’ arrepusa, e visto l’orario vi garantisco che lo era!

Qui la mia scelta viene fatta di pancia e cade su uno dei miei produttori preferiti: Valtellina Superiore Docg Grumello Buon Consiglio Ris. 2001 di Ar.pe.pe.. Questo vino, che viene unicamente da uve nebbiolo (chiavennasca), fa affinamento di 4 anni in botti grandi di rovere e castagno, si presenta al bicchiere con un colore rosso rubino con riflessi granati, al naso oltre alla frutta rossa (amarena) ed alla rosa si avverte un evidente sentore del tabacco che dà un’eleganza ancor più marcata a questo vino. In bocca stupisce per la sua bevibilità e la sua leggerezza.

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Sul ”Gattò” di patate di mamma Rosaria, scelgo quello che poi risulterà essere il ”mio preferito”: il Montevetrano 2008. Aglianico, Cabernet Sauvignon e Merlot si fondono perfettamente in un vino che risulta davvero raffinato e di grandissime prospettive d’invecchiamento. Già versato nel bicchiere colpisce per l’impressionante vivacità del suo colore rosso rubino. Al naso i profumi di frutta rossa matura e di tabacco si fondono perfettamente. Sicuramente lo si potrà apprezzare ancor di più tra qualche annetto.

Nel frattempo invito il mio amico/collega di degustazioni Rino/grappolino ad effettuare una degustazione ad hoc: la Coca Cola Zero. Con la sua solita signorilità la prendo con grande simpatia come si può vedere dalla foto…

Intanto non si finisce di ridere per questa piccola divagazione sul tema, che arrivano al nostro tavolo Salsicce e Friarielli ed i peperoni .

Decido a questo punto di affidarmi ad un aglianico,  la scelta cade su un produttore che rispecchia a pieno la filosofia dei propri vini: Sannio Aglianico Marraioli 2007 doc Rosso di Antica Masseria Venditti. Un aglianico 100% che si presenta con colore rosso porpora che preannuncia al naso profumi di frutta rossa, floreali e speziati (frutti di bosco, noce, viola, tabacco, spezie). In bocca ha una buona sapidità ed un tannino poco ruvido, si abbina benissimo al piatto di cui sopra.

 

Ed eccoci finalmente alla chicca, la sorpresa che ho preparato per i miei amici viene dalla costiera e più precisamente da Minori. Gli indizi non sono ancora sufficienti? Ed allora sarò più chiaro: la torta Ricotta e Pera di Sal De Riso, una bontà che esprime il suo meglio nella delicatezza e nella perfetta fusione dei sapori!

Quindi decido di ”terminare” la serata con una forte emozione, libero da qualsiasi abbinamento: Sherry Wine Pedro Ximenez Murillo Lustau (spec. Ed. del Centenario). Un vino da meditazione che esplode in un ventaglio di profumi e sapori  che stupiscono per il grandissimo equilibrio che riescono a trovare.

Insomma alla fine della serata, il Napoli ha vinto ed è secondo, noi ci siamo emozionati svettando primi in classifica!

                                                                                                               Ge. 

 

 

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