La delicata aromaticità dell’essere

Incrocio Manzoni Lieti Conversano Benanco Bresciano igt 2009 – A.A.Pratello

Primo incontro conviviale con un vitigno di cui ho sentito parlare ma non ho mai bevuto nulla, lo verso nel bicchiere è già la prima sorpresa offerta da una accennata effervescenza, probabilmente risultato di una rifermentazione non voluta in bottiglia, ma anche un bel pò di particelle in sospensione.

Il colore è opaco ma non torbido di molti vini naturali, di gran tendenza in questo periodo tra appassionati e bottiglieri di rango, bensì paglierino lucente con riflessi dorati, al naso si scorgono note burrose e caramellate miste a sentori salini, l’ossigenazione e l’innalzarsi della temperatura accentuano le note terrigne e vegetali. Solo dopo qualche minuto emergono sensazioni conosciute di roselline, paglia fresca e accenni di pera kaiser.

La bocca è nervosa e tagliente, sapida e verticale, richiama un altro sorso per capirci qualcosa in più.

Le percezioni di pasticceria e gli accenni delicatamente mielosi si allargano in bocca esprimendosi sotto forma di mela golden, pompelmo e salvia inframmezzate da ritocchi di margheritine e crema chantilly.

La percezione di caldo avvolgente dell’alcol non è in perfetta fusione con le spiccate sensazioni tattili di freschezza pseudo-citrica e quelle sapide di pietre calcaree. Il calice si fà bere nella sua voluta imperfezione e nella sua gradevole spigolosità, la persistenza gusto-olfattiva raggiunge buoni livelli consentendo al cavo orale di apprezzare per qualche secondo le gradevoli sensazioni di frutta fresca appena colta, croccante da addentare.

Il vitigno è frutto di un incrocio realizzato negli anni ’30 tra riesling renano e pinot bianco dal prof. Manzoni della scuola enologica di Conegliano e ha un allignaggio consolidato prevalentemente in Veneto e nelle regioni limitrofe.

Questo vino molto godibile e digeribile, nonostante una nota alcolica pronunciata ma altresì avvolgente, viene prodotto sul Garda Bresciano dall’Azienda Agricola Pratello con vigne certificate biologiche dal 2004, per un 20% effettua una fermentazione in barrique e dopo l’assemblaggio ha un affinamento di circa 8 mesi in legno piccolo relativamente all’intera massa liquida.

L’apporto del legno è ben dosato perchè riesce a donare al prodotto finito la giusta complessità senza snaturare le caratteristiche del vitigno che sono quelle di uno spiccata aromaticità e una spinta sulle componenti dure che rendono la bevuta molto gradevole e anche l’abbinamento versatile.

Può essere valorizzato con preparazioni ardite e fantasiose come: gamberoni rossi al vapore in salsa di agrumi e coriandolo, crostini di segnale con spuma di baccalà e capperi freschi tritati, ma anche con preparazioni di carne bianca, tendenzialmente dal sapore dolce, come un coniglio in porchetta, una semplice cotoletta di petto di pollo arricchita da pepe fresco tritato o dei funghi pleurotus grigliati e conditi con olio extravergine (quello buono!), aglio, prezzemolo, peperoncino e sale grosso.

 

                                                                                                                            Cla.

 

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