Da Napoli alla Toscana per arrivare a Sanremo

Ego-passione off limits

E’ un pò di tempo che mi trovo coinvolto in un vortice inconsapevole di massicce degustazioni casalinghe, che dall’anarchico puro sfociano verso l’anarchico a tema, fino all’anarchico fuori controllo.

E’ così, per caso, lo scorso sabato sera sono intento a preparare piatti di origine toscana e ad aspettare un gruppo di balordi che a loro volta porteranno pietanze e bottiglie a tema regionale, nella speranza solo che abbiano capito di dover rispettare l’assioma di una boccia (pardon!) e una leccornia per coppia.

L’apertura della porta di casa concretizza tutti le mie paure: ogni commensale ha le mani piene di oltre tre oggetti e allora inizia il flash di fotografie che oggi a ricordarle mi fanno ancora ridere di gioia.

Le lacrime di ‘Nero Avorio’ nel vedere aprire un Chianti Classico Riserva di Badia a Coltibuono del 1965 ancora fresco pur nella sua fase evolutiva discendente, il sorriso a 32 denti di Frankie nello scoprire sotto la carta argentata gli inimitabili Montevertine Riserva 1998, Montevertine Le pergole Torte 1999 e Castello di Ama L’apparita 1998, il naso di Gene allungarsi più del solito per scorgere e catalogare tutti i profumi riconoscibili negli aristocratici Flaccianello della Pieve di Fontodi 2004 e nel Brunello Biondi-Santi Tenuta del Greppo 2004 e infine l’esaltazione nervosa, euforica e contagiosa di Rino a tu per tu con Carmignano Terre a mano 2006 triple A di spettacolare naturalezza espressiva.

Senza considerare i non pervenuti, nel senso di non apprezzati dalla maggioranza dei commensali, ma non per questo non bevuti (li dovevamo capire bene per giudicarli negativamente): Cabreo 2000 di Tenute Folonari e Grattamacco Bolgheri Superiore 1998  e tutto quello che ha affiancato i liquidi in un escalation di profumo e sapori: doppia versione di ribollita, tagliatelle funghi e salsicce, straccetti di manzo in riduzione di Sangiovese con carciofi alla salvia, trippa alla fiorentina, sbriciolona e cantuccini…

Il tutto mentre la quasi totalità del nucleo femminile (eviterò i nomi per la privacy) tentava il boicottaggio con discorsi da parrucchiere e toto-Sanremo a volume della TV ‘mediamente’ dosato.

Alla fine non ho potuto fare a meno di pensare che l’alcol non fà male se preso alle giuste dosi e con adeguati compagni ego-enofili liberi di pregiudizi.

Per i post sui singoli vini (quelli ritenuti soggettivamente degni di citazione) mi riservo un congruo tempo di decantazione.    

 

Cla.

 

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