Gli spigoli eleganti Vs l’opulenta rotondità

Ron Nation Martinica 12 XO e Ron Millonario Perù 20 XO

 

La continua lotta del palato, in verità una battaglia solo della mente e delle sue contorsioni finto-intellettualoidi, tra ciò che risulta subito godibile ed emozionante e all’opposto ciò che merita più attenzione per non fermarsi alle frettolose apparenze, rappresenta la mia constante, perchè rientro nella categoria di quei contorti psicotici che invece di godersi le cose per quello che sono vuole entrarci dentro, capirle fino in fondo senza dare giudizi avventati nonchè immodificabili.

In una prova parallela tra due Rhum di diverse aree geografiche e differenti tecniche di produzione  mi sono confrontato con due prodotti agli antipodi, ma allo stesso tempo perfetti nonchè emozionanti nella loro estrema diversità.

Il Ron Nation Martinique invecchiato 12 anni è un rum agricolo prodotto con puro succo di zucchero di canna distillato in un area dove sono concentrate la maggior parte delle distillerie dei Caraibi e dove gli agricolè fanno la parte dei leoni con prodotti molto eleganti.

L’immediato impatto etereo e la tattile sensazione pseudo-calorica dell’alcol svaniscono dopo qualche secondo offrendo al naso un bouquet molto sottile di note floreali e di spezie quali curcuma e zenzero secco, avvolte da ampie senzazioni iodate e salmastre, in bocca il ripresentarsi di una immediata alcolicità prepara il cavo orale ad un gusto delicato di liquirizia dolce, fieno secco e note nocciolate solo leggermente affumicate, gli spigoli sono evidenti e non invadenti benchè connaturati,  ma l’eleganza è pura poesia.

Il Ron Millonario Perù invecchiato 20 anni, frutto di un accurato blend di vari millesimi e l’elogio alla ricca armonia, le sensazioni olfattive sono molto large e mature, si avvertono odori di miele, di caramello, di tabacco e ancora note dolci di zucchero filato, sorseggiato riempie la bocca immediatamente: è piacione, non ambisce a farsi scoprire, si schiude al gusto in un attimo e questa è la sua bellezza senza ritrosie, una bellezza sfrontata.

Senza troppe contorsioni mentali non esiste il prodotto migliore, esiste il gusto personale e l’occasione indicata per ogni cosa, il Ron agricolè secondo me và bevuto in compagnia di amici senza obbligatoriamente abbinarlo ad un cioccolato in fave o con una percentuale varibile di fondente  non superiore all’70% per non accentuare le sensazioni tanniche del cacao, magari fumando, con tutto il tempo di questo mondo, un Hoyo De Monterey Petit Robusto delicato e fragrante o un Cuabas Divinos della tipologia figurantos bisognoso di un impegno maggiore per un tiraggio che non ritengo dei più semplici, mentre il Ron Peruviano necessità di un matrimonio ricco, che stemperi la sua possente rotondità: un cioccolato Stainer alla cannabis potrebbe rappresentare un simpatico atto di eccentricità, mentre un più nazionale gianduiotto di Baratti e Milano sintesi di cacao e nocciola gentile delle Langhe dal gusto avvolgente, in grado di riempire la bocca con la sua larga cremosità e persistenza, il valido rivale masticabile del carezzevole distillato.  

 

Cla.  

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