Rincorrendo un coda di volpe…

Coda di Volpe Irpinia Igt 2009 Vadiaperti

 

Vitigno dalle enormi potenzialità e forse ancora molto sottovalutato nella nostra regione, con operatori del settore intenti ad internazionalizzare i più blasonati Fiano di Avellino e Greco di Tufo, non nel senso di metterli in blend con vitigni nobili d’Oltralpe ma nella forte e giusta aspirazione di questi vitigni e dei vini da essi prodotti verso una più adeguata visibilità fuori dei confini Campani.

La Coda di Volpe ha capacità di adattamento ben definite in terra irpina nella quale veniva utilizzata prevalentemente in uvaggio con Fiano e Greco per abbassarne le spigolose acidità ma che grazie ad Antonio Troisi dell’azienda Vadiaperti (anche Domenico Ocone negli anni ’90 ha puntato a valorizzarla in purezza) ha incontrato un ottimo interprete di vitigno e territorio.

Nel bicchiere si presenta di un bel giallo paglierico carico, nessun riflesso di gioventù, alle narici le molecole olfattive giocano su due percettori marcanti: note affumicate (i terreni di Montefredane spesso donano queste note ai migliori Fiano, leggi Pietracupa) e boisè da un lato e quelle di burro, yougurt dall’altro il tutto è arricchito da note appena mature di pesca gialla e mandarinetto.

Si vede inoltre una piccolissima effervescenza che appena a contatto col vetro svanisce, alla bocca ha un’entrata ruvida, sapida, calda, fragrante ma anche polposa di frutta estiva fresca e qualche delicata nota esotica, sà di zenzero e curcuma ed è in grado di lasciare il palato molto pieno, una delicatissima nota ammandorlata e una salinità devastante completano il tutto rendendo leggiadra e furtiva questo elegante esemplare di Coda di Volpe, se poi pensiamo ai soli 8 euro spesi in enoteca possiamo fare anche i salti di gioia! 

 

Cla.

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