Che cosa c’è dentro il Castel dell’Ovo…

Il mio personale Vitigno Italia 2011

 

Salvo rischiare il coma etilico con una full immersion di tre giorni dalle 14 alle 21 per provare il massimo possibile, magari non capendoci più niente a partire dal quinto assaggio consapevole in poi, mi sono permesso il lusso di scavare nel pagliaio e cercare qualcosa che mi lasciasse il segno.

Non riuscendo ad essere nè tecnico nè professionale per tutti gli assaggi fatti, neanche tanti, ma comunque devastanto perchè fatti senza sputare nulla, cerco di buttarla sul gioco e rendere leggero un mondo, quello del vino, dove spesso ci si prende troppo sul serio, e ci mancherebbe altro per chi fa business…

Non avendo questo fardello posso permettermi qualche licenza sul blog(ck) notes del Grappolo Spargolo, premettendo che sono più le cose che non mi sono piaciute rispetto a quelle degne di nota.

 

Non conferme e piccole grandi delusioni:

 

Rocca d’Api, i bianchi hanno perso nerbo e vitalità

Bambinuto, il Greco che assomiglia alla Falanghina e quello da macerazione che è troppo atipico

Cantina del Notaio, tutto troppo virato sulla ceralacca dal base al top

Viticoltori di Canicatti, un Grillo cotto

Alepa, Pallagrello nero in bianco??? Palenio ben fatto!!!

Poggio Concezione, non li ho capiti i vini

Varaschin, vara-che? E poi i rossi brasiliani?!?

Joaquin, sopravvalutato, meglio il blend Falanghina+Greco

 

Piccole soddisfazioni:

Di Marzo, Greco e Fiano

Vigna Pironti, il rosso fresco

Viticoltori Migliozzi, bella espressione di Falerno

Regina Viarum, bello ricco ma una tantum…

 

Le certezze comunque vada:

Terlan, cantina indiscutibile per qualità

Vittorio Bera, che sete!

Vino & Design, i bianchi di Germania da stare solo lì!

Poggio di Sotto, must senza prezzo…però la tasca

 

Cla.

 

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.