Verticale ‘casareccia’ dell’artista di Taurasi

Caggiano Taurasi Vigna Macchia dei Goti

1995-1996-1997-2004 

 

Nell’introduzione all’azienda di Antonio Caggiano, la guida DUEMILAVINI 2011 cita testualmente: ‘il 1994 del Vigna Macchia dei Goti fu il primo Taurasi lavorato in legno piccolo. I fortunati che sono riusciti ad assaggiarlo dopo più di vent’anni ne raccontano le meraviglie, come dell’evoluzione virtuosa di altri successivi millesimi…’.

Il lungimirante Lucio Carbone di Napoli, con rifugio estatico e cantina naturale in S. Agata dei due Golfi ha deciso di portare alla luce tre vecchie annate, 1995-1996-1997, affiancandone una più nuova, la 2004, grazie allo spirito di iniziativa dell’acino spargolo Rino, per completare un piccolissimo cerchio di bottiglie alla ‘prova palato’ e senza  anzia da prestazione.

E’ inutile sottolineare che la preparazione è stata impeccabile: tavola imbandita per 9 amici, pane carasau profumato all’olio extravergine sorrentino, rost-beef cucinato a cottura lentissima (80° per 3 ore), pecorino di Scanno, Provolone del Monaco extravecchio e due contorni provenienza via Mosca 11 – Napoli (Rosaria Filippini e Antonietta Palma, due mamme per due figli cresciuti nello stesso palazzo di origine!) che in sequenza sono stati la parmigiana di melenzane alla napoletana (senza preventiva indoratura delle melenzane) e i peperoni, non spellati, saltati in padella con aglio e peperoncino. 

 

1995:

Granato con unghia appena aranciata, discreta trasparenza, primo naso appena ridotto, ma direi più da vecchio rannicchiato su sè stesso, poi subito effluvi vegetali, balsamici e di frutta in macerazione.

Con la roteazione del liquido nel bicchiere si ritrae, si chiude, si compatta graniticamente su note eteree ed ematiche, crolla in bocca verticalmente, è magro, accentuate durezze: sali, acidi, tannino ancora graffianti, l’alcolicità ammorbidisce ma le sensazioni pseudocaloriche e gliceriche mancano sembrando limitate e peraltro slegate.

Con qualche sorso in più le asperità si riducono ma la persistenza resta carente anche e soprattutto in presenza di cibo nelle fauci.

1996:

Rubino tendente al granato, appena più concentrato del precedente, naso esile, sottile, chiuso, prima fotografia di profumi cupi: cenere, polvere, erba e foglie secche, con l’ossigenazione si fa pungente di ceralacca, colla UHU, pepe verde.

Gli odori sono sussurrati rispetto all’annata precedente, ma la bocca è meglio fusa benchè ancora troppo magra è con poco equilibrio, il tannino è asciugante e la sapidità prevale sulla freschezza, mentre l’alcol risulta un ottimo collante.

La conclusione è comunque di una bocca appena slavata risultato di un’annata più piovosa, con persistenza media e poca sostanza.

1997:

Rubino con accenni granati sull’unghia, buona concentrazione e scarse trasparenze, naso austero, impettito, orgogliosamente spocchioso, le note balsamiche in prima battuta, ma dolci e non pungenti, elegante, delicato, molto più orientato sul floreale di ibisco e verbena.

Si avvertono note vanigliate di legno non fuso ma con l’ossigenazione queste sensazioni sfumano a vantaggio di un frutto bello e ampio: cotognata, marasca, poi anche zenzero e geraneo.

In bocca note argillose, è una bocca piena, ricca di succo, in perfetto equilibrio, in questo caso c’è materia che sorregge le durezze dell’Aglianico di Taurasi, una materia non pesante, nè cotta, nè stucchevole, è un corpo equilibrato e anche il gusto rispecchia l’armonicità olfattiva con ritorni caldi di balsamico in tutto il cavo orale.

2004: 

Rubino carico, concentrato, assenza di trasparenze, odore feccino, ridotto, non godereccio anzi: sottobosco, tartufo, con la roteazione peggiorano le sensazioni olfattive: ferroso, rugine, ematico, compensato solo parzialmente da frutta fresca di more, lamponi e cassis.

La bocca è ruvida con tannino per nulla risolto, spigolosa, fresca e di discreta sapidità, calda di alcol che si ripropone alla gola e con un finale lievemente ammandorlato e di polvere da sparo, la persistenza è media ma soprattutto per la presenza di buona materia e corpo in divenire, mentre l’equilibrio è pura utopia.

 

Rimandato a settembre in tre materie su quattro! 

 

* le bottiglie sono state scaraffate 2 ore e mezza prima dell’assaggio,

 

 

Cla.

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