Un Limoux di influenza australiana

Sieur d’Arques – Limoux AOC 2008 – Tourques & Clochers

 

Languedoc-Roussillon è stata per molto tempo una denominazione del Sud-Est della Francia caratterizzata da vini dozzinali e produzioni di grossi quantitativi, fino a quando intorno agli anni ’70 molti domaines hanno iniziato a diminuire le rese per ettaro e imbottigliare direttamente piuttosto che commercializzare all’ingrosso le uve, inoltre l’avvento di alcuni winemakers australiani che hanno investito in questa zona, più a buon mercato e qualitativamente poco conosciuta, hanno fatto il resto per migliorare gli standard produttivi.

Sieur d’Arques è la realtà più importante della zona con 2.800 ettari vitati divisi nelle 4 sottozone di Limoux: Haute-Vallèe, Ocèanique, Mèditerranèen e Autan, si tratta di una vera e propria cantina sociale moderna che produce oltre 10.000.000 di bottiglie con tecniche moderne sia di coltivazione che di vinificazione.

Tourques & Clochers è la linea di vini che provengono dalle migliori parcelle di territorio e dai vignerons storici della zona, ho comprato questa bottiglia, come spesso mi capita, con l’ignoranza del consumatore a Parigi alla scoperta di qualche denominazione meno blasonata e di uno Chardonnay che esprimesse  un microclima molto mediterraneo differente da Champagne e Chablis, su terreni alluvionali e calcarei.

Lo ammetto ho avuto ‘ansia da prestazione’ stappando questa boccia non curante dell’affinamento in barrique per 10 mesi e della necessità di una migliore fusione con gli altri elementi di una acidità da sorbetto di limone tipica della denominazione, ma tant’è, quanto sopra detto lo posso affermare solo ex post.

Paglierino, cristallino, di media consistenza, immediato cazzotto al naso di vaniglia e noccioline americane, poi erba fresca tagliata, succo di limone, spezie fresche (santoreggia e finocchietto), con la roteazione del bicchiere le note tostate accentuano la loro presenza ma emergono anche sentori di iodio, pietra pomice e aghi di pino.

Al palato è citrico, acido, sapido, con buon tenore alcolico a sorreggere le componenti dure, di corpo, la persistenza gustativa si sofferma su note di pompelmo, mela annurca, foglia di fico, rosmarino, lungamente salato, è un sorso cremoso ma prevalentemente verticale, dissetante, allo stato attuale è un sorso da ‘bocchisti’ piuttosto che da amanti delle sensazioni olfattive, peccato non averlo tenuto qualche anno in cantina e averlo apprezzato nel suo perfetto e meritevole stato evolutivo, magari con la stringata da Maiale Nero Casertano o con una insalatina cruda di scampi e zucchine al balsamico caramellato.

 

Cla.   

 

 

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