Visita a Tenuta San Francesco – Tramonti

Cantine Tenuta San Francesco

 

La Costiera Amalfitana o meglio la zona montana e meno mondana della ‘Divin Costiera’, è un luogo in cui visitare, nei giorni in cui il tempo non invoglia alla secca salinità del mare e al calore del sole, piccole realtà aziendali agricole e produttori di salumi, formaggi e prodotti dell’orto testardi conservatori di antiche tradizioni.

Giovedì 2 giugno è il primo di quattro giorni nella lussureggiante Tramonti, la bussola dice Tenuta San Francesco per divertirci da vicino alla scoperta di una azienda dai 7 ha, con una nuova cantina frutto di convinti e recenti investimenti in un ottica di miglioramento qualitativo e di accoglienza attenta degli appassionati di vino.

Come per tutte le realtà vinicole della costiera amalfitana, la cantina è distante dai terreni di proprietà o in gestione, dislocati tra le varie frazioni di Tramonti su altitudini dai 300 mslm e i 650, salvo un piccolo appezzamento attiguo alla sede aziendale dove sono a dimora Piedirosso e Tintore da vigne centenarie.   

 

 

‘Si cerca di impiegare al minimo i fitofarmaci e i prodotti di sintesi’ dice Vincenzo D’Avino e lo si vede dai terreni ricchi di vegetazione e dagli insetti presenti nell’aria, l’allevamento a ‘raggiera atipica tramontina’ sembra un tendone disordinato che grazie ai pali di legno riesce a resistere a tralci doppi e pesanti ma resta una maledizione per chi si deve occupare della cura della vigna, costretto a guardare in alto e tenere le braccia rivolte verso il cielo.

Il dott. Bove, veterinario di professione, amante della sua terra e fervente sostenitore della conservazione del patrimonio agricolo di Tramonti parla con orgoglio di quello che ha creato con i suoi 3 soci (il fratello, Vincenzo D’Avino e Giordano), quasi per gioco per non perdere quello che i genitori avevano valorizzato per un consumo poco più che domestico e che gli amici D’Avino e Giordano conoscono bene.

 

 

Siamo scesi in vigna per notare le differenze tra la foglia, il tralcio e i primi germogli di uva delle singole tipologie, per annusare il terreno bagnato dalla scrosciante pioggia del giorno precedente, abbiamo domandato delle rese per ettaro e della potatura verde, che più di una pratica della moderna viticultura, è una necessità nelle vigne vecchie per evitare la perdita delle sostanze migliori della vite nei grappoli meno rigorosi legati ai tralci più deboli, quelli con poco futuro.

 

 

La cantina è nuova con silos di acciaio a temperatura controllata, botti medie vecchie di Slavonia, barrique e tonneau per i rossi da invecchiamento, anche se Gaetano Bove ci ha spiegato come anche il Tramonti Rosso fa una piccola sosta in legno grande per non lasciar le botti scolme nei periodi di imbottigliamento del 4 Spine e del E’ Iss, i lieviti sono selezionati e la malolattica è azionata naturalmente. 

 

 

La gamma di vini è relativamente ampia: Il Tramonti Bianco 2010 è un uvaggio di Falanghina, Biancolella e Pepella è rappresenta un sorso agrumato, salato, di ottima scorrevolezza, con profumi mediterranei e una persistenza rispettosa della tipologia.

Per Eva 2009 ha lo stesso uvaggio del bianco ma le uve provengono dalle ‘vigna dei preti’, la prima vigna aziendale, quella da cui è partito tutto il progetto, in località Ponte di Tramonti, le uve sono raccolte appena surmature e lo si avverte nella complessità olfattiva e in un sorso più ricco, per me pecca appena in acidità e persistenza, ma ha sicuramente qualche anno davanti a sè per fondersi meglio.

Il Tramonti Rosato, altamente richiesto dal mercato, specie in questo periodo, è un uvaggio di Aglianico, Piedirosso e Tintore ottenuto per macerazione breve sulle bucce e successiva sgrondatura, il naso è fragante ma non particolarmente intenso nè complesso mentre il sorso è sapido, fresco ed in grado di invitare al riassaggio.

Il Tramonti Rosso è un sorso di costiera, erbaceo, fruttato, minerale, bevuto a temperatura di cantina è in grado di asciugare il sudore durante la calda estate.

Il 4 Spine Costa D’Amalfi Riserva 2007 è il mio preferito, forse perchè in perfetta fusione, ricco, ma non opulento, complesso ma non troppo orientato sulla maturità, dopo un primo sbuffo legnoso si assesta ed esprime piccoli spigoli acidi e sapidi domati dal tempo su un sottofondo ricco di frutta e vegetalità.

E’ Iss 2008 è il Tintore in purezza, è il nuovo cavallo di razza, rese basse in vigna, piante centenarie, fermentazione alcolica e malolattica per smussare la tipica acidità del vitigno e lunga (18 mesi) sosta in legno piccolo non di primo passaggio. Il vino è ancora in progress, è ricco di frutta e fiori di montagna, ha un sorso di terra viva e di roccia calcarea ma bisogna conoscerlo e riprovarlo tra qualche anno per valutarne le potenzialità.

 

 

La visita si è conclusa in compagnia di Filippo e Immacolata, sperduti tra i boschi di Corsano, conosciuti e raggiunti solo grazie a Gaetano per l’acquisto di caprini di diversa stagionatura e per il generoso omaggio di funghi porcini autoctoni congelati e pane biscotto cotto nel forno a legna…spettacolari!!!

 

Cla.

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