Pesce azzurro a quantità!

Ricciola scottata con sesamo nero

 

Non c’è mass-media o nutrizionista che non esalti il valore alimentare del pesce, pochi grassi, tanti omega 3, sali minerali e tanto altro, in particolare di quello azzurro nei pasti quotidiani, cosa che si accentua nel periodo estivo quando sono necessarie preparazioni veloci e semplici che non appesantiscano quando ci si siede a tavola.

Facile e salutare può essere la prontezza di non farsi scappare, dal pescivendolo di fiducia, un grosso trancio di ricciola fresco, pescato a strascico al largo della Sicilia.

La ricciola ha nelle pezzatura piu piccole, direi dai 500g al chilo, una carne bianchissima e molto tenera che in carpaccio o con cotture veloci riesce a conservare tutta la sua succulenza e quel sapore delicatamente salino misto a vegetale. A me piace prepararla all’acqua pazza o al forno avvolta in foglie di limone, aglio, menta e un poco di vino bianco per esaltare le sue caratteristiche senza stravolgerla.

Nelle versioni oltre i 5 chili ha carni più sode che ben si prestano ad essere cucinate alla griglia e aromatizzate con spezie fresche e olio extravergine, cosa che ho fatto cercando, come per un trancio di tonno, di rendere compatta la parte esterna e appena cruda quella interna.

Non ho voluto creare vellutate da servire a specchio alla base dei due tranci, pensavo a zucchine o asparagi, ma ho utilizzato del sesamo tostato su i due lati delle fette e accompagnato il piatto con delle fave fresche e dello zenzero marinato, più una pennellata di barbabietola da zucchero che conferisse al piatto una speziatura dolce a chiusura del cerchio.

Con qualche fetta di pane croccante aromatizzato all’aglio ho trovato il giusto companatico, il piatto è stato ben equilibrato, la carne della ricciola non ha deluso e lo zenzero marinato in aceto riusciva a ripulire la bocca con la sua acida e pungente freschezza, mentre le fave hanno dato quel tocco erbaceo, infine immergere i bocconi di pesce nella barbabietola provocava al palato un alternarsi tra note sapide e note dolci che venivano esaltate da un bel bicchiere di Birra di Farro ‘Duchessa’ del Birrificio del Borgo di Rieti, fresca, dissetante e dal corpo pieno e terrosamente dolce in perfetta armonia con la scattante ricciola del Mediterraneo.

 

Cla.

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