Micro-verticale di Le Seròle Terre del Principe…il resoconto

Le Serole 2006-2007-2008-2009-2010

 

La definisco micro-verticale perchè si compone di sole cinque annate ma considerando che l’azienda Terre del Principe produce dal 2003, potrei definirla anche ‘grande verticale di Le Serole’ e non per compiacere Manuela che ha letto contrariata il titolo dell’invito all’evento programmato da Lina Esposito presso I Coloniali, ma perchè alla prova dei fatti o meglio alla prova gusto-olfattiva così è stato.

Non mi nascondo dietro un dito affermando che sono arrivato alla serata organizzata da noi del Grappolo Spargolo con un piccolo pregiudizio: ho servito per due anni, presso il Ristorante Bobò di Pozzuoli, molte bottiglie di Le Serole (2003, 2004 e 2005) è spesso l’ho trovato pesante, troppo muscoloso e poco elegante e non di rado ho dovuto far capire ai clienti che la ordinavano, che quella nota affumicata e boisè non era il difetto di tappo ma la fermentazione e l’affinamento in barrique che nei primi anni di vita potevano ingannare il naso, non certo la bocca.

Quindi le mie aspettative erano concentrate su vini dal colore giallo dorato anche per le annate più recenti e sensazioni gusto-olfattive molto dolci e mature, ma ero curioso di verificare come il legno si fosse integrato nel tempo col vino e se l’approccio aziendale si era evoluto, come per chi vuole migliorare e non vivere sugli allori.

Il Pallagrello bianco è un uva aromaticamente neutra tipica della zona di Caserta e coltivata fin dai tempi dei Borboni, ri-scoperta e valorizzata da Peppe Mancini prima con l’azienda Vestini Campagnaro e poi insieme a Manuela Piancastelli con l’azienda Terre del Principe. Ha un grappolo composto da chicchi perfettamente sferici e molto piccoli e non và confusa nè con la Coda di Volpe nè con genotipi di Falanghina, questo in estrema sintesi.

Manuela e Peppe insieme ai partecipanti della serata hanno messo sotto la lente di ingrandimento di noi consumatori-degustatori, 5 annate del loro cru Le Serole prodotto per essere un bianco da apprezzare anche a molti anni dalla vendemmia e non si sono sottratti alle nostre domande e curiosità, rendendo il clima della serata molto partecipativo e conviviale lontano anni luce da serate esclusivamente commerciali con scarso mordente.

 

Le mie impressioni sui vini.

Le Seròle 2010:

Giallo paglierino scarico, riflessi verdolini e nessun accenno dorato, di buona consistenza, si manifesta al naso come appena imbottigliato, svelandomi sensazioni olfattive di post-fermentazione e di lieviti, in particolare avverto note agrumate ed esotiche e poi accenni floreali dolci. Alla bocca è irruente: molto fresco, sapido, con una delicata componente alcolica e benchè lo definisca scomposto, perchè non ancora in fusione tra le sue componenti, è un vino che vuole essere bevuto senza tregua.

Le Seròle 2009:

Giallo paglierino, scompaiono i riflessi verdolini ma ancora nessun accenno al dorato, media consistenza con archetti fitti e lacrima lenta a scendere, al naso è meno irruente, meno intenso e questo è un segno di migliore evoluzione, le sensazioni esotiche sono lontane, in evidenza invece pizzicori di mentuccia, finocchietto e susina che tendono a trasformarsi in note più ricche con l’alzarsi della temperatura. Alla bocca la sapidità prevale sull’acidità molto ben espressa e ancora una volta l’alcolicità è ben dosata, il sorso termina con un retrogusto delicatamente ammandorlato.

Le Seròle 2008:

Giallo paglierino carico, consistente, già mi trovo di fronte ad un vino che mostra nuove complessità, primo naso di tabacco dolce, acetosella, cedro, note salmastre, poi apertura su frutta candita e caramella mou, in bocca acidi a sali sono in equilibrio con polialcoli e alcoli offrendo una bevuta molto equilibrata, appena-appena corto in termini di persistenza ma anche l’annata avrà inciso.

Le Seròle 2007:

Giallo paglierino carico tendente al dorato, media consistenza, naso incantevole, accenni di Sherry, mela cotogna, cannella, salvia secca, in bocca è molto elegante e sottile, leggero e pulito allo stesso tempo, molto viva la sapidità e la freschezza, benchè attenuata dagli anni, è perfettamente in grado di invogliare alla salivazione e al riassaggio. Al gusto si esprime su note dolci di miele di timo e prugna gialla essiccata e un finale molto delicato di mentucca limoncella secca.

Le Seròle 2006:

Giallo dorato, media consistenza, il naso è nettamente evoluto su note terziarie di affinamento: miele di acacia, vaniglia, burro, accenni di frutta secca, in bocca quello che ha perso in acidità lo ha conservato in sapidità, la nota alcolica è più decisa per un piccolo cedimento delle componenti dure. E’ un bianco di 5 anni che ha raggiunto il suo apice e che è in grado di accarezzare il palato parlandoci ancora di un uso misurato del legno e di lavoro di team che ogni anno di più ha portato all’ottenimento di un cru da Pallagrello bianco ben riconoscibile sul mercato,  dalla grande longevità e via via sempre più elegante.

 

Cla.  

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