Non sempre la prima impressione è quella giusta!

Colli di Castelfranci – Fiano di Avellino 2009

 

Provato all’ultimo Wine&Shop 2010 del novembre scorso presso il bel negozio Buonanno di abbigliamento in Via Scarlatti, nè avevo reperito una bottiglia e conservata in cantina per la prova costume, cioè lo stappo nella stagione più calda dell’anno magari con una fritturina di pesce di paranza o qualche buon latticino da piccolo caseificio.

L’impressione che avevo avuto al primo assaggio e memorizzato nel book mentale di appunti, è quello di un Fiano non di grande personalità  e complessità ma di approccio molto leggiadro e delicato anche se un pò perfettino da fighetto in pantalone bianco, camicia di lino celeste e mocassino.

Mi sono riservato di abbinarlo a piatti semplici per non svilire la sua gradazione alcolica molto misurata (12,5°, ringraziando Dio!!!) e le immediate fragranze da Fiano di Avellino beverino e non da lungo affinamento in vetro.

Primo naso poco espressivo e non molto intenso, concessioni vegetali e di fieno insilato, si evolve gradualmente su toni di pesca bianca, sambuca e accenni esotici (…cavolo di lieviti selezionati!), al palato è sapido e abbastanza fresco, non ha un corpo nerboruto, sicuramente non aspira ad averlo.

Le sensazioni gustative rispecchiano la complessità data al naso: mineralità, frutta e fiori bianchi freschi, la persistenza è deludente e le note ammandorlate si alternano a quelle agrumate in maniera mai aggressiva.

L’azienda Colli di Castelfranci è una realtà con meno di 10 anni, nata nel 2002 sulla Val Calore a 30 km da Avellino, si presenta sul mercato con vini dal taglio giovane e moderno, come questo Fiano, equilibrato, semplice e senza grossi sussulti, il Fiordilatte di Agerola nè rende onore, al contrario del Provola di Tramonti nè accentua la nota ammandorlata, in una ideale serata a base di Fiano di Avellino può rappresentare il primo della batteria o un aperitivo facile-facile da bere senza andare troppo sul mentale!

 

Cla. 

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