L’esotico che non tira…

Crudo di scampi al cardamomo e Coste di Cuma 2008 Grotta del Sole

 

La bottiglia regalatami qualche mese fà di Falanghina dei Campi Flegrei dell’Azienda Grotta del Sole annata 2008 aveva bisogno di essere stappata, non ho mai pensato di tenerla per oltre 6 mesi nella mia piccola cantinetta da appartamento cittadino per garantirgli un evoluzione più lunga.

Tre anni dalla vendemmia di un vitigno che molti stanno scoprendo nelle sue capacità di affinamento lungo non mi convince, almeno nella versione modernista (affinamento in barrique di una parte del mosto fermentato) della conosciuta azienda di Quarto (NA).

Scampi freschissimi e giusto un filo di olio extravergine e dei semi pestati di cardamomo sono stati la base per capire se il mio è un pregiudizio o una premonizione.

 

Al piatto

 

Mi sono preoccupato di lavare in acqua fredda gli scampi, tagliarli in due partendo dalla testa, eliminando il budellino e condire con gli ingredienti di cui sopra, naturalmente il limone l’ho messo per decorazione, pronto per chi vuole stemperare il sapore fresco e deciso del mare.

Il vino nel calice richiama le calde tonalità dei Caraibi: paglierino di bella concentrazione e consistenza, naso vanigliato, miele di passiflora, sigaro Davidoff, frutti dolci e maturi.

In bocca è molto equilibrato e armonico, di precisa freschezza e sapidità ammorbidite e attenuate dal passaggio in legno. La salinità vulcanica e marina dei Campi Flegrei emerge lentamente dopo la deglutizione esaltato dall’aromaticita del cardamomo.

E’ un sorso largo, masticoso e masticabile, un bel pò ‘mass’ nel senso di non caratteriale, peculiare del territorio, nonostante la vivace salinità pietrosa, che a lungo andare stanca la beva senza consentirti di arrivare al fondo della bottiglia.

Forse meritava un piatto più ricco e burroso per assecondare la sua anima chic-francese, non per il mio palato voglioso di spigoli!

 

Al tavolo

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.