A volte provo a fare il dolce…

Torta al cocco

 

Non faccio atto di modestia quando dico che i dolci non sono il mio forte, perchè la percentuale di insucessi sfiora il 50%. Tutte quelle regole precise e quei misurini per liquidi e bilancini per i soliti al fine di realizzare la perfetta alchimia, l’ho visto sempre come una limitazione della fantasia e invece come in ogni cosa, bisogna conoscere alla perfezione le regole e gli equilibri di base per poter dopo un pò di pratica dar sfogo alle proprie invenzione, sia negli ingredienti da impiegare che nelle presentazioni al piatto.

Quindi il motto è ‘non arrendersi mai‘ e, prima di investire in un corso sui dolci al piatto o meglio sulla coreografia per i dolci al piatto, cercare di alzare la percentuale di successi provando e riprovando, ma sempre non seguendo alla lettera le ricette…non c’è la faccio e più forte di me!!!

 

300g farina di riso

200g cocco a scaglie

150g burro

4 uova

150g zucchero bianco

2 cucchiai di Rhum agricolo (nel senso uno buono!)

1 bustina di lievito per dolci

zucchero a velo

 

Dopo 5 minuti di mantra davanti a tutti gli ingredienti ai quali ripetevo: ohm, diventerete una splendida torta…’ ho sciolto il burro a bagnomaria sul fuoco e lontano dal fornello ho aggiunto tutto lo zucchero e i tuorli, quindi con molta delicatezza la farina di riso girando con un frustino per non creare grumi e dopo aver montato a neve gli albumi stessi al contenuto, infine il cocco a scaglie, il lievito e i 2 cucchiai di Rhum, io avevo in casa un Bally 12 anni, ma va bene tutto purchè sia un buon distillato da canna da zucchero.

In questa fase ho avuto la collaborazione attiva di Gabriele e Giordana, 8 e 11 anni, in grado di integrare il mio mantra iniziale con un energia positiva e con tantissima voglia di pasticciare con frustini e farina.

Forno acceso a 180° per renderlo caldo, mentre preparo una teglia rotonda con burro e un pò di pangrattato per versarvi l’impasto, il tempo di cottura è stato circa 20 minuti.

Questo il risultato finale completato con zuchero a velo spolverato.

 

 

L’aspetto esteriore è soddisfacente, considerando che le scaglie di cocco hanno appesantito l’impasto il livello della lievitazione è adeguato e anche l’elasticità al tatto, bisogna passare all’esame olfattivo e gustativo, cioè devo tagliare una fetta e vedere se il profumo di cocco è ben riconoscibile e se al gusto il morso è gradevole, cioè si può parlare a giusto titolo di dolce!

 

 

Prova superata: profumo di cocco, si capisce l’ingrediente principale (almeno questo!), morbidezza, adeguata umidità all’interno e buona compattezza, per completare ho aggiunto un bel pò di melassa di barbabietola per dare un fondo ‘amaro al dolce’.

 

 

A colazione con un bicchiere di latte di soia ha avuto un suo perchè, per lo spuntino pomeridiano con un bicchiere di Coca Cola e Nutella, pardon di thè Bancha anche e di più!!!

 

Cla.

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