Un sigaro da personalità

Toscano del Presidente

 

E’ ora di inaugurare una nuova categoria di post da condividere per i pochi sfortunati che inciampano in questo blog, e precisamente le sensazioni provate nel fumare sigari e il piacere che si può provare nel chiudere una serata passata in compagnia della buona tavola o semplicemente per il piacere di rilassarsi attraverso l’elogio del fumo lento.

Non essendo un fumatore abituale anzi molto occasionale, ma sopratutto non essendo mai stato un fumatore di sigarette, al contrario di mio padre che continua a fumare MS (morte sicura!) anche dopo l’asportazione di un carcinoma alla prostata, trovo molto godereccio, nel senso edonistico del termine, il lento consumarsi di un sigaro.

Ho iniziato con fumate di cubani oltre cinque anni fà, oggi trovo avvincente alternare fumate di Toscani con quelle di sigari caraibici (quasi esclusivamente cubani), e non essendo un integralista come anche per il vino, trovo che ogni occasione e stato d’animo hanno il loro sigaro, senza pregiudizi o prese di posizioni precostituite a favore di una piuttosto che dell’altra categoria.

 

Il Presidente dall’alto

 

Ho comprato questo sigaro sciolto (così dovrebbe dirsi, tipo come il vino sfuso) dal tabaccaio a 3,75 euro, non poco, ma si tratta di un sigaro interamente fatto a mano nelle Manifatture di Lucca con il migliore tabacco Kentucky e soggetto ad una stagionatura di 12 mesi prima di essere commercializzato, la prima cosa che mi è piaciuta è la sua forma irregolare e il suo colore scuro-cupo, poi il suo profumo, a braciere spento, delicatamente intenso di nocciola, fieno, foglie secche.

Acceso come insegnano i manuali, facendo prima riscaldare omogeneamente la punta e poi attraverso un paio di intense tirate, è rimasto acceso fino alla fine.

Il tiraggio è molto facile, compatto e maschio, nella prima parte della fumata entra appena amaro e decisamente sapido ai lati della lingua riempiendo la bocca di sensazioni tostate di semi di zucca, sesamo nero, mandorla non pelata.

Nel prosieguo della fumata si è arricchito di note più delicate di zenzero essiccato, bacche di ginepro e chiodi di garofano, il fumo è intenso e ricco, la bocca, tra un tiro e l’altro, resta incentrata su note di zucchero di canna caramellato, caffè e cioccolato amaro.

 

Il tiraggio

 

Di una pulizia spaventosa, le papille gustative non sono impasticciate di sensazioni sgradevoli e invadenti, anzi prevale un bouquet di aromi di guscio di cocco, frutta secca e liquirizia dolce.

Per chi ama le armonie questo è un gran sigaro, per gli altri che amano invece sensazioni più pungenti o spigolose non è il sigaro adatto, questo Toscano è una fumata coerente dall’inizio alla fine che và gustata nel silenzio della sera, magari con una grappa bianca trentina monovitigno (Zeni), io mi trovavo aperta una bottiglia di Vigna del Volta 2006 di La Stoppa, dall’ultima serata-enotix a casa di Pico, un dolce aromatico da uve appassite (prevalenza Malvasia di Candia) che ha semplicemente esaltato la fumata presidenziale.

 

Cla.

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