La santissima Trinidad

Tinidad Reyes

 

Cubano dalla veste molto elegante e raffinata, realizzato dalla Casa di produzione Trinidad che in passato veniva commercializzato solo nella versione Fundadores, per intenderci quei sigari che si vedono nei film americani della tipologia bella lunga da fumarseli in oltre 2 ore, ma che originarimanete Fidel Castro regalava ai suoi ospiti internazionali come simbolo di prestigio.

Successivamente alla maggiore apertura delle frontiere verso gli altri paesi internazionali, escluso gli Stati Uniti che continuano a praticare il ‘simpatico embargo’ (eufemismo) verso Cuba, sono state prodotte ed esportate altri formati al fine di avere un mercato più ampio da poter soddisfare.

A me piace, nella maggior parte dei cubani acquistati, la versione Robusto Short Churchill quella intorno ai 10-12 cm di bella doppiezza che garantiscono una fumata ricca e di lunghezza umana e non interminabile.

 

 

Il Reyes è un sigaro di media stagionatura, già lo si nota dal colore di nocciola appena tostata, il profumo è molto delicato e vegetale in primo luogo, ma anche tendenzialmente dolce, la prima operazione che ho compiuto è bucarne la parte posteriore prima di accenderlo, ho recentemente sostituito la ghigliottina con il buca-sigari, modernamente rispettoso del manufatto e in grado offrie un tiraggio costante.

Il Trinidad ha un entrata molto speziata di pepe bianco e coriandolo, ma dopo poco prevale una sorta di piacevolezza ammansuita, direi delicata, lascia la bocca di miele di castagno, mandorla e un finale di caffè di zenzero e zucchero di canna.

La bellezza di questa fumata è stata un braciere che non si è mai spento, ma soprattutto una carezzevole eleganza durante tutto il tempo, molti sostengono che i cubani rispetto ai Toscani hanno una fumata che si evolve con l’avvicinarsi alla parte finale, in questo caso il raffinato gusto di cioccolato al latte misto a note di fieno secco e terra hanno allietato tutti i tiri, con occasionali sussulti speziati. 

 

 

Cla.

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