Bruschetta easy anche per giovani manager

Pane tostato di segale e kamut con zucchina cruda e fuso di caprino Bio

 

Ormai il calcio, lo sport più amato dagli italiani, è diventato qualcosa di abbominevole con partite spalmate lungo tutto l’arco della settimana senza nessun rispetto della vita privata di ognuno di noi tossicodipendenti da falso sport guidato dal solo business e quindi ti ritrovi, un giorno si e un giorno ancora si, a condividere con amici tifosi della stessa bandiera, ma non raramente di diverse bandiere, una serata a base di: fuorigioco non segnalati, falli da espulsioni, schiamazzi notturni e commenti post partita a sangue caldo.

Il vantaggio della partita di calcio in TV, piuttosto che allo stadio (ma non c’è paragone, è ovvio, in termini emozionali!!!), è quella di poter assecondare anche il gentil sesso con un fast-dinner senza troppe smancerie  che favorisce il libero pettegolezzo gallinesco, mentre l’ex sesso forte è distratto da un calcio d’angolo o da un gol annullato o si sta azzuffando per punti di vista differenti sulla posizione di Pandev.

Nell’ultimo anticipo di campionato, prima di iniziare la cena in tranquillità mi dovevo inventare qualcosa per sedare l’appetito dei più che non avrebbero per nulla al mondo lasciato il divano per un qualsiasi boccone luculliano se non dopo il fischio finale di Inter-Napoli, oltre che in grado di non togliere gusto alla cena al tavolo successiva, e allora via con una bruschettina rigenerante con un bel bianco semplice e fresco.

 

 

La dispensa questa volta mi ha regalato per magia delle fette di pane di segale e kamut che ho provveduto a trasformare in cerchietti regolari con un tagliapasta, quindi nella mitica bistecchiera da 9,90 euro di Ikea ho provveduto alla loro gentile tostatura, inoltre grazie a questo prolungamento di estate ci sono in giro ancora zucchine delicate e saporite che ho provveduto a tagliare a rondelle trasversali molto sottili, infine un caprino semi-fresco, piuttosto che semi-stagionato, mi è servito da ‘collante filante’.

In questa preparazione da bambino delle elementari appassionato di crudismo-vegetariano ho utilizzato la massima espressione della crisi della famiglia moderna: il forno a microonde che in 3 minuti mi ha fuso il formaggio  e non i neuroni del cervello, quelli lo sono già da tempo, e riscaldato all’unisono bruschetta e zucchine, il resto lo ha fatto una spolverata di pepe nero e la fame dei partecipanti.

Il vinello è stato una Passerina 2008 Villa Angela di Velenosi, la definizione non è buttata a caso ma mi seriviva un sorso lineare e profumato da bere senza troppo impegno, e così è stato, amen!

Paglierino con riflessi dorati, naso ruffiano e definito da precisi lieviti selezionati, profumato di miele di lavanda, origano, sambuco e anice con qualche piccolo accenno salmastro…forse sto esagenrando con le famiglie olfattive?!?

Il sorso è armonico, fresco,  abbastanza sapido, mediamente morbido, di alcol ben dosato e dal corpo esile oltre che poco strutturato, le sensazioni gustative si incentrano su note floreali e vegetali e un finale appena ammandorlato.

Non posso affermare di aver bevuto un campione di complessità, anzi al contrario un bianco marchiggiano nel quale non sono riuscito neanche a capire le caratteristice peculiari del vitigno di provenienza (ma questo è dovuto alla mia scarsa esperienza sulla tipologia): la Passerina, nome già di per sè impegnativo, che molto faticosamente è riuscita a stare dietro al bruschettone con la sua bella personalità centrata e anticonformista.

 

 

Cla.

 

 

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