Un sardo che vuole francesizzare

Vermentino di Sardegna 2009 – Mattariga

 

Una volta in possesso di una bottiglia dell’azienda Chessa della tipologia Vermentino di Sadergna (meno famoso di quello di Gallura) grazie ad un cognato sempre pronto a farmi testare, direi bere, delle chicche raccolte nei suoi giri di lavoro, mi sono documentato da ‘fighetto consumatore consapevole di vino-cibo’  e passeggiando nel web leggo e riporto testualmente (fonte La Nuova Sardegna): ‘ I vini di Usini al top delle classifiche nazionali. L’ultima edizione del Vinitaly ha fatto emergere le potenzialità di un paese che ha una storia e una tradizione enologia secolare. Quattro cantine si sono imposte con autorità facendo incetta di premi.  Con sette Gran Menzioni e il prestigioso premio «Vinitaly Regione 2011»’.

Confesso la mia ignoranza circa Usini che si posiziona geograficamente tra Alghero e Sassari, nel nord-est della Sardegna, ma fatto questo mea culpa, sono combattuto tra il conservare un annetto o più in cantina il medagliato bianco o stapparlo per mettere alla prova la mia sensibilità e indipendenza gusto-olfattiva da premi e stelline.

Propendo per la seconda scelta, la mia curiosità e golosità prevale nettamente, quindi alla prima occasione utile o meglio ancora al compleanno della dolce MariaTeresa che ha messo in piedi una cena-buffet di matrice sarda porto con me questa bottiglia anche per condividerla con qualche amico poco incline a farsi influenzare nell’assaggio da guide o premi elargiti.

Giallo paglierino con riflessi verdognoli, dal naso complesso e assolutamente spiazzante, le classiche note vegetali e salmastre appaiono in sordina nelle prime annusate, ammantate da note di crema chantilly, burro, basilico, poi dopo qualche minuto vengono fuori sensazioni di macchia mediterranea e pesca gialla sciroppata con accenni di sale verde di Bretagna.

Al palato il sorso è ricco, grasso, di buona morbidezza, ma anche e per fortuna di una bella freschezza ripulente e con un alcolicità che nonostante i suoi 14,5° è ben in fusione con tutto il resto, anzi dona al corpo una grande armonia senza trasformare i singoli sorsi in macigni pesanti da digerire.

La corrispondenza gusto-olfattiva è perfetta le note sapide più in sordina al naso riequilibrano il gusto, lasciando una bella scia nel finale, si tratta decisamente di un Vermentino di Sardegna in versione moderna, non di quella tipologia rigorosamente erbaceo e minerale con scarsa persistenza aromatica, lo berrei volentieri con del coniglio in porchetta in crema di rucola e mandorle o con una murena arrostita in foglie di alloro condita con olio, aglio e peperoncino. 

 

 

Cla.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.