Regalo mio più grande…

Ravioli freschi alle alghe Nori ripieni di cannolicchi e mozzarella di bufala profumati allo zafferano di Navelli e croccante di pancetta irpina e nocciola di Montella

 

Molto più difficile a scrivere che a mangiare un piatto così, ma è quello che mi sono voluto regalare al mio compleanno, un bel pò di ravioli fatti a mano con un mix di sapori tutti singolarmente delicati ma facilmente distinguibili tra loro nella preparazione complessiva.

La prima cosa è stato fare la sfoglia all’uovo, una sfoglia porosa fatta di pari porzioni di farina di semola di grano duro e farina di grano tenero 0 dove per ogni 100g di farina ho aggiunto un uovo intero, poi per dare un sapore speziato ho impegato nella lavorazione delle alghe Nori essiccate e già sminuzzate, che utilizzo spesso nelle zuppe a base di verdure e pesce e che compro nel negozio Bio di fiducia.

Ottenuta la massa l’ho messa a riposo in frigo per una mezz’oretta, nel frattempo ho scottato i cannolicchi per ricavarne il frutto e sminuzzato la mozzarella privandola di gran parte del siero che avrebbe reso i ravioli troppo bagnati.

Recuperata la pasta dal frigo l’ho stesa, questa è stata la parte più faticosa perchè col mattarello della nonna e farina alla mano c’è voluto un bel pò di energia per rendere la sfoglia della giusta consistenza, altrimenti Cracco di Master Chef mi avrebbe ripreso, il ripieno è stato semplicemente un pizzico di mollusco e latticino senza sale perchè si tratta di due prodotti molto sapidi.

Mentre l’acqua si avviava verso l’ebollizione ho saltato in padella uno spicchio di aglio in camicia con dell’extravergine Sant’Agata di Oneglia integrale Buon Frutto, molto saporito, erbaceo e con una delicatissima vena piccante, insieme con pancetta tesa irpina e nocciole tritate, tuffati i ravioli nel pentolone nè ho ricavato due piccoli mestoli per stemperare il prezioso oro di Navelli.

Appena a galla la pasta fresca l’ho scolata con una grande schiumarola al fine di saltare il tutto nella mia capiente padella, mantecando con la crema di zafferano e solo dopo aver impiattato ho decorato con pancetta e nocciole croccanti, qualche pistillo di zafferano tenuto da parte e delle fresche gocce di olio a crudo.

Penso di aver rispettato tutte le materie prime impiegate dando ad ognuna di loro la giusta visibilità gustativa, peraltro alternando, come si professa della cucina moderna, l’equilibrio tra acido (mozzarella), sapido (cannolicchi, pancetta), amaro (alga secca)  e dolce (pasta all’uovo) e la tattile morbidezza con croccantezza, ci ho abbinato un Terre di Sofia Chardonnay Maurigi 2007 che nonostante un colore luminoso a offerto al naso prevalentemente note boisè e burrose di affinamento in legno piccolo e al sorso un gusto appena carente in freschezza anche se di buona complessità.

  

 

Cla.

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