Sfoglia saporita di bietola con porcini e mazzancolle salterine

 

Materiale, carnale, manuale è questa invadente voglia che mi spinge ad allontanarmi il prima possibile da una realtà quotidiana che si fonda sui ‘servizi’, ormai i paesi industrializzati ma soprattutto l’Italia è un una nazione servizializzata (e servile!!!), non si fabbrica più un amato…

Allora comprendo la continua smania, spesso assillante, di togliermi il colletto bianco indossato al mattino e mettere le mani in pasta per creare almeno in campo culinario qualcosa che vada oltre gli schemi e la routine quotidiana, passione ormai condivisa dai più, ringraziando Dio!

 

 

Cinque ingredienti da assemblare che riescano in sintesi a conservare la propria personalità ma che insieme offrano un sussulto di gioia e un barlume di speranza visto che anche quella ci è stata rubata o meglio c’è la siamo fatti fregare sotto il naso basiti senza proferir parola (perchè parlo col plurale maiestatis???): 100 di semola di grano duro e  100 farina semintegrale 0 per la sfoglia, 200g bietole BIO, 250 porcini (surgelati ma buoni e con origine possibilmente certa No Romania o Ungheria, quest’anno le quotazioni sono alle stelle per i freschi), 250g mazzancolle fresche, 50g nocciole tritate, naturalmente olio extravergine di qualità diciamo esemplificativamente da almeno 10 euro per 0,75 l, lo so il prezzo non è sinonimo di qualità, ma sicuramente a 4/5 euro la qualità e, meno che mai, la certa provenienza delle olive molite può essere sicura.

 

 

La prima cosa da fare è la sfoglia, unisco le due farine e frullo le bietoline scottate appena, quindi impasto in manica di camicia (fa molto figo!!!) in modo da sfogare un pò di tensione della giornata, l’effetto cromatico è assicurato: il giallo della semola, il verde della bietola, il grigiastro della farina, il sapore è fuori discussione, vogliamo mettere con le sfoglie Fini o Rana? Ma mica la massaia di oggi o la signora in gessato al ritorno dall’ufficio ha il tempo e la voglia di profondere un pò di amore nel sacro pasto? Sono troppo polemico oggi!

 

 

Il resto è molto veloce: da un lato si saltano i porcini tagliati sottilmente in olio extravergine, peperoncino e aglio in camicia, mentre nel frattempo si sgusciano le mazzancolle privandole anche dell’intestino e recuperando il liquido della testa.

Appena i funghi sono cotti si aggiungono le mazzancolle tagliate e la parte liquida della testa e si insaporisce il tutto con prezzemolo tritato a fuoco spento.

Nella stessa acqua delle bietole si cuociono le sfoglie tagliate a quadrotti irregolari per 8 minuti (dipende come avete steso la sfoglia, più stesa meno tempo di cottura in acqua!)

La parte finale è solo assemblaggio puro e ingegneristico, basta alternare ogni sfoglia con il condimento per un massimo di 3 strati, completando con la nocciola tritata che conferisce croccantezza al piatto, poi si procede a mangiare: mare e montagna ‘visto e rivisto’ ma personalizzato al punto giusto.

Io ci abbinerei un vinello adeguato, sapido, dal finale ammandorlato e con una buona struttura, diciamo Ponte di Toi 2009 Az. Stefano Legnani del tipo Vermentino macerato sulle bucce, introvabile o un Nerobufaleffj 2007 di Gulfi un Nero d’Avola della zona di Pachino, entrambi uniti da un idea di vigna molto precisa, quella che mi piace per i prodotti realizzati e riscontrati nel bicchiere e non per astratte e miopi convinzioni naturalistiche a prescindere!

 

Cla 

 

 

 

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