Follemente Toscana tout court

Soffocone della Vincigliata 2007 – Testamatta

 

E’ stato il vino tormentone di tutta la serata passata con amici, ma con un nome di questo tipo non poteva essere diversamente, lo scultore-pittore Bibi Graetz è il titolare dell’azienda Testamatta che ben descrive questa folle avventura nel mondo del vino.

Artista stravagante che dal 2000 produce sulle colline di Fiesole in quel Castello della Vincigliata che solo a vederlo in foto fa fermare il tempo. Il sig. Graetz produce circa 50.000 bottiglie dedicandosi solo alla valorizzazione di vitigni autoctoni del territorio, in particolare: Sangiovese, Canaiolo, Colorino e Ansonica su alcuni tenimenti dell’isola del Giglio (un’altra sfida folle), le etichette delle bottiglie raffigurano sue opere e quindi bisogna essere ben consapevoli che acquistare una sua ‘boccia’ comporta anche sostenere il costo dell’esclusiva riproduzione artistica.

Allontanandosi dal ragionamento prezzo sui vini prodotti per non infilarsi in un vicolo cieco, mi ha entusiasmato il Soffocone 2007 (ritenuto in azienda meno nobile degli altri), blend di Sangiovese in prevalenza con piccolo saldo di Colorino e Canaiolo, vigne di oltre 30 anni e fermentazione e affinamento in barrique per 16-18 mesi, un sorso che ha l’austerità di un Brunello Biondi Santi d’antàn e l’eleganza di un Montevertine, per capirci, ma che soprattutto ha una personalità di alto rango, assolutamente moderno quanto tradizionale.

Il colore richiama tonalità rubino che già virano al granato, lo spettro olfattivo è diretto, immediato, classico senza ruffianerie ma soprattutto ampio, apertura su note di cenere fumante, rabarbaro , tabacco dolce da pipa, poi note canforate e balsamiche infine sentori di sottobosco, noce moscata e muschio, il tutto avvolto da una delicatissima violetta appassita.

Il sorso prelude ad una grande lunghezza gustativa e così è: asciutto, salato, ottima freschezza, dal corpo esile ma per nulla magro, il tannino è setoso, espressivo, ma non per questo rotondo, alcolicità e morbidezze completano il quadro gustativo senza prevalere, elegante e piacevolmente femminile nel riempire il cavo orale, l’annata calda si avverte più in bocca che al naso attraverso un deciso sapore di uva spina, more in confettura, cuoio e sigaro Garibaldi.

E’ stata una bottiglia che ‘mi ha aggradato’ molto per dirla alla toscana, soprattutto perchè va giù che è una bellezza, ma nonostante l’enorme curiosità per il vino di punta aziendale dopo questo assaggio del vino base (solo 26 euro in enoteca!) non riuscirei a spendere mai 500,00 per Colore di Testamatta, Colorino in purezza, a meno che non mi permetesse di vedere il mondo con altre sfumature per 365 giorni all’anno!!!

 

Cla.

 

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