Lagrein di passione

Lagrein di ora in ora 2008 – A.A. Carlotto

 

Grandissima scoperta degli ultimi giorni antecedenti il Natale in una piacevole degustazione di beneficenza, con sole magnum all’assaggio, presso l’enoteca Divino in Vigna di Napoli, provato quasi a sipario chiuso, molto in sordina e servito per ultimo vino secco prima di un Riesling Spatlese 2009 di Fritz Haag, ha colpito la mia immaginazione e i miei sensi.

Il vitigno Lagrein nella mia esperienza ‘beverasca’ l’ho trovato in versioni molto variegate, dalla tipologia beverina e prevalentemente vegetale, penso a Cortaccia, Meran, C. Bolzano, Caldaro o in quella più opulente, ricca di frutto e sentori terziari da affinamento in legno, tipo Muri-Gries o  Hofstatter, la summa strabiliante è stato Carlotto!!!
Azienda da circa 2,7 ettari in quel di Mazzon, zona vocatissima per il Pinot Noir italico, poco più di 18.000 bottiglie e solo tre etichette all’attivo, come a dire: ‘poco e buono senza seguire il mercato e la richiesta di una gamma più ampia per soddisfare un pò tutti’, Pinot Nero ‘filari Mazzon’, Lagrein ‘di ora in ora’ e Schiava.

Io sono inciampato in questa ‘grande boccia’ di Lagrein e ho visto la luce, ma potrei dire anche la montagna trattandosi di Alto Adige…rubino purpureo impenetrabile, concentrato, dall’unghia vinosa e luccicante, naso polputo anche a distanza dal calice: more, mirtilli, visciola, melata di bosco, poi il tempo di infilarci anche il naso in quel bicchiere panciuto che viene fuori un effluvio balsamico, di cardamomo, ma ancora su tutto questo ben di Dio esce il vegetale del vitigno: geraneo, mallo di noce, rabarbaro, terra umida.

La bocca è ancora baldazosa di un giovanotto, fresco, tannico, secchissimo, caldo, ricco, lungo, appena sapido, in bocca resta tanto frutto, è un Lagrein old style che piacerebbe anche a Luca Maroni, ma per nulla legnoso o morbidone, non si percepiscono note fumè o vanigliate ma tanta-tanta frutta fresca di montagna, è un sorso ricco ma non pesante o monotono.

Un vino bello, schietto, ampio, sicuramente non complesso ma che ti dona tanta voglia di berlo, magari anche a  16°, per ricordarsi che il vino è un prodotto della terra, un liquido contadino per fare energia, riscaldarsi, da condividere con gli amici fidati e non come uno status symbol da ostentare!

 

Cla. 

 

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