Zuppa Thai-Naples

Zuppetta di miso d’orzo con crocchette di coda di rospo

 

Venerdì sera, termine di una ricca settimana di numeri e bilanci, non sempre positivi e la necessità di ‘espandersi’ riconciliando corpo e anima con sè stessi e col mondo, quindi poche alternative: meditazione con mantra a voce alta, un’oretta di fitness…vabbè partiamo dai sensi basilari unendo virtualmente Oriente a Occidente, due mondi ancor oggi troppo lontani.

 

 

Nella mia mente si materializza una preparazione brodosa che ripulisca l’organismo dalle tossine cancerogene accumulate, pochi decisivi elementi: qualche broccolo in foglia, una patata a pasta gialla, una carota, un carciofo, tutto rigorosamente Bio (se possibile), provenienza Campania e Lazio, poi dei filetti di pescatrice fresca, infine miso di orzo, null’altro che un condensatore di sapore di origine antichissima risultato della fermentazione dell’orzo in botti di legno, sesamo, e alghe kombu essiccate e sbriciolate.

La preparazione è semplice quanto veloce, si tritano a cubettini (bronuoise) tutte le verdure per lessarle in acqua, aggiungendo a metà cottura le alghe secche sminuzzate, mentre in una padella antiaderente si saltano, con un italianissimo olio extravergine di oliva, i pezzettini di coda di rospo infarinati con farina semintegrale 0, fino a dorarli e renderli croccanti. Quando le verdure sono cotte si aggiunge un bel cucciaio di miso e lo si fa sciogliere fuori dal fuoco per qualche minuto, infine si versa il tutto in simpatiche ciotole colorate (meglio se non molto larghe ma alte) completando con: semi di sesamo,  i pezzettini di pesce croccanti, qualche granello di sale integrale, delle gocce di olio e del pepe bianco (Sri Lanka) fresco pestato.

 

 

Il risultato finale sarà una zuppa dove tutti gli ingredienti hanno pari dignità, si avvertiranno odori sentiti in paesi lontani e un sapore che richiama i locali essenziali di Bangalore in India o di Samui in Thailandia in grado di dare ad ogni boccone una sensazione di purificazione e una leggerezza unica.

Per finire ho voluto osare con un abbinamento apparentemente stravagante, ci ho bevuto un Valtellina Superiore Sassella Rocca de Piro 2000 di AR.PE.PE. che ha semplicemente completato il puzzle di colori caldi su una tela inizialmente grigio antracite! 

 

 

Cla.

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