Monastiche sfumature di malto d’orzo

Monasta – Birrificio San Biagio

 

Non si vive solo di vino specie se le giornate invernali sono ancora calde e soleggiate e per un buon pranzo light si desidera qualcosa di dissetante che offra delle sensazioni gustative ricche.

La foto ‘fortuita’ con questi raggi solari in evidenza, sembra avvolgere la bottiglia da un’aura speciale che richiama un pò i chiaro-scuri di molti conventi rinascimentali in terra d’Umbria

La birra in questione è la Monasta del birrificio San Biagio a Nocera Umbra dallo stile abbaziale (più o meno), è una birra cioè che realizza la seconda fermentazione in bottiglia da qui una panciuta champagnotta con tappo a fungo.  

 

 

Versata nel bicchiere presenta una compatta e cremosa spuma, il colore è color arancia di giardino, velata, con bollicine mediamente sottili  e persistenti, profumo prevalentemente incentrato su sensazioni di buccia di agrumi grattugiati: bergamotto, cedro, mandarino, poi sensazioni vegetali di mentuccia, di miele di tiglio e fiori di acacia.

 

 

Al gusto è meno sfaccettata di come il naso faceva presagire, è senz’altro un sorso ricco e corposo che entra appena luppolato (amarietto) ma subiso si allarga su dolci sensazioni maltate, le acidità agrumate sono in bella evidenza anche al palato bilanciate da un bel corpo rotondo di datteri e fichi bianchi secchi.

 

 

Una birra di buona persistenza e direi sostanzialemente facile nel suo approccio beverino dai 7°, ma grassa, sicuramente non ha le mille complessità di una belga ambrata, ma comunque molto gratificante, specie davanti ad un fumante trancio di pesce spada grigliato condito con grani di sale danese affumicato, peperoncino e olio extravergine a crudo, arricchito da un contorno di broccoletti lessati insaporiti con una emulsione di olio, limone e sale di Cipro. 

E’ stata in grado senza difficolta di ripulire il palato da ogni ricco boccone di ‘spadino siciliano’ e conservare al gusto una piacevole sensazione di freschezza e ricchezza. 

 

 

Cla.

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