Il triangolo delle occasioni

 

La Toscana conosciuta

 

Antinori, Ornellaia e Poliziano, un tris d’assi niente male da far impallidire qualsiasi incallito giocatore di Poker o meglio qualsiasi bravo degustatore di vino in doppio petto, ma qui casca l’asino, rappresentano degnamente le tre latitudini della Toscana: Montepulciano, Montalcino e Bolgheri?

Entrando nel merito solo delle bottiglie degustate e relativamente al mio personale gusto posso affemare che sono tre boccie di degna fattura che non comprerei per conservare in cantina ma che regalarei senza patemi d’animo a un caro amico e non per fargli un dispetto o che potrei bere in compagnia di chi vede ancora la Toscana come l’Eldorado del vino italiano.

Andando subito al sodo che cosa mi ha soddisfatto e cosa non mi è piaciuto di questi tre assaggi: sono tre vini che si fanno bere senza sussulti, con la premessa che Le Volte di Ornellaia e il Nobile di Montepulciano di Poliziano sono i due vini base aziendali mentre il Brunello di Antinori è un cru, inoltre le annate provate sono differenti tra loro anche sensibilmente.

Fatta questa doverosa e oggettiva premessa devo ammettere che il Nobile di Montepulciano 2007 è risultato molto scorrevole e godereccio nel suo taglio di Prugnolo Gentile (Sangiovese) con saldo di Canaiolo, Colorino e Merlot, assolutamente di quotidiano consumo (frutta, fiori e vegetale in un sorso appagante) e non forzatamente opulento come il cru Asinone che rappresenta un must per la tipologia anche se molto slegato dalla tradizione e più godereccio, direi da grande pubblico delle guide di settore.

Le Volte di Ornellaia 2001 blasonata azienda per l’omonimo vino (mix di Cabernet Sauvignon, Franc, Mertot e Petit Verdot) in Bolgheri, è una gradevole boccia se valutata oggettivamente senza snobbismo da Supertuscan, prima di tutto economica (poco sopra i 10 euro), equilibrata, dopo 10 anni dalla vendemmi in perfetta forma, profumata di terra, erba, piccoli frutti, spezie secche e molto succosa al palato, fresca, con accennate sapidità e con un tannino elegante senza forzature.

Forse la maggiore delusione è stato proprio il Brunello di Antinori 1999, che con 12 anni sulle spalle conserva tonalità rubino impenetrabile con vaghe smagliature granate, il naso è compatto e granitico si apre lentamente su note di cagliata, poi esprime quella poco elegante muscolosità del Sangiovese concentrato out-side, profuma di confettura di prugna, è più animale che balsamico, è netta la vaniglia, il cioccolato al latte, in bocca ha tannino fittissimo, decisa sapidità e adeguata freschezza, per finire quella avvolgente alcolicità che completa un quadro d’insieme bello ricco ma francamente stancante dopo poco, perchè non invita al riassaggio.

Vini che non fanno una piega ma che in qualsiasi cena a tema ‘Tuscany‘ farebbero la loro ‘porca figura’ ma che consiglio a chi in cantina vuole andare sul sicuro piuttosto che rischiare di giocare con territori e realtà produttive meno alla luce della ribalta!

 

Cla.

 

 

 

 

 

 

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