Delicate carezze

Brunello di Montalcino DOCG 2006 Le Chiuse

 

Spesso si stappano e si provano delle bottiglie con la purezza di un bambino, con quel candore e quella ingenuità o meglio con quella ignoranza che ti mette in una posizione di oggettiva neutralità di fronte ad un sorso non studiato, non conosciuto, inaspettato!

Il salto è breve tra il BRRRRRRRRunello di Antinori di cui ho parlato qualche giorno fa con relativo post e questo assaggio, ma la piacevolezza riscontrata tra i due vini si differenzia anni luce a vantaggio dell’ultimo.

Smanettando sul web scopro che le vigne o meglio l’intera proprietà dell’Azienda Agricola Le Chiuse erano della famiglia Biondi Santi tramandate di generazione in generazione da oltre 100 anni anche se curate fino al 1990 da Franco (proprietario de Il Greppo) e oggi gestite in prima persona da una degna discendente Simonetta Valiani (nipote di Tancredi Biondi Santi) con marito e figlio.

Annata giovane e prodotto del bicchiere assolutamente rispondente all’età scritta in etichetta: rubino vivo, lucente, luminoso, con ottime trasparenze, il naso è ritroso, restio ad esprimersi, molto verticale più che complesso, si schiude dolcemente su accenni di classica viola mammola, corniole macerate, marasca, muschio, per aprirsi col passare del tempo su accenni balsamici e di pepe nero.

Scalciante come un puletro allo stato brado tra le colline toscane, tannino graffiante, bellissima freschezza, accenni salati e una gradevole sensazione calorica che carezza il palato, non ci sono concessioni a morbidezze stravaganti o concentrazioni gustative sgraziate e un sorso sincero, puritano e purista da Brunello old-stile, conserva in bocca tutto quello che ha dato lentamente al naso in una perfetta corrispondenza gusto-olfattiva e con  una sorta di post scriptum: ‘aspettami ancora qualche anno per vedermi purosangue a rincorrere il vento!‘   

 

 

 

Cla.

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