Anarchica Light

Tempi duri anche per gli anarchici del gusto e allora ecco una degustazione soft tenuto conto degli standard raggiunti nei precedenti incontri (10,12..13 bottiglie in assaggio una vera esagerazione!!!)…8 personaggi di diversa estrazione (ais, fisar, scuola europea sommelier e tanto altro) ma soprattutto amici di bicchiere, 8 vini coperti ognuno portato da un partecipante e 8 pietanze in abbinamento, tempi stretti e confronto serrato senza mezze misure, senza risparmiare nessuno.

 

Paglierino scarico, tanti agrumi e mentuccia, un naso assolutamente bambino, una bocca che è una lama da Samurai cosparsa di sale e poi un finale fumè, cambia e si allarga un pò con l’alzarsi della temperatura ma conserva la sua nervosa giovanilità…Greco di Tufo Pietracupa 2010, prego comprarne 3 casse e berne una al mese per i prossimi 18, conservandone una per la prova oltre il breve periodo…dopo i 24 mesi come si dice in banca!

 

 

Nuovo bicchiere, paglierino più concentrato, il naso parte con note di frutta secca ma affascina per sensazioni di mandarino, frutta candita, zenzero e anice, la bocca è una delusione: poca freschezza, decisa alcolicità e sapidità, corpo magro e in parte seduto, per un Cinque Terre bianco 2009 di Giuliani e Pasini è un pò pochino…Vermentino, Albarola e Bosco che non hanno lasciato il segno al gusto!

 

 

 

Il colore dorato prelude ad un bianco maturo, primo naso assolutamente tostato, legno o vitigno??? Mandorla non pelata, nocciola tostata, poi coriandolo e tanta mineralità, la bocca è decisamente calda e rotonda ma sorretta da una sapidità granulosa e da una freschezza godibilissima…si avvertono squilibri nel corpo, nel senso che tutti i componenti duri e morbidi sono assolutamente in forma ma a tratti slegati e questo ci fa pensare…il tempo finalmente lo apre anche al naso su nuances dolci (acacia, pompelmo, pesca sciroppata), sorso vivo, ottimo per un gustoso pasto di pescato: Verdicchio dei Castelli di Jesi Ghiffa 2004 Colognola, lo ritengo assolutamente tipico e rispettoso della tipologia…se piace!

 

 

Ecco il primo rosso o meglio un rosso vestito da rosato, lamponi freschi, caramella Charms poi sbuffi caldi mentolati, infine apertura su note di tabacco dolce da pipa…bel naso, nulla da dire, al palato presenta invece una struttura dove l’alcolicità irrompe in maniera aggressiva e come dire: scordinata (scollegata!!!), il tannino è delicato forse troppo mentre acidità e sapidità precise sono appannate…da AR.PE.PE. mi aspetto sempre cose fuori dal comune e in questo caso il  Rosso di Valtellina 2009 è stato rimandato!

 

 

Qui non si sbaglia, rubino-violaceo, colore e naso da vino ‘naturale’ tutta la vita, delicate sensazioni d’uva in cantina, marasca dolce e more di gelsi, bocca rotonda, calda con tanta frutta e fiori freschi, appena minerale ma da bere senza indugio: BellottiRosso senza annata, Barbera & Dolcetto…assolutamente biodinamico ma soprattutto goloso, per l’etichetta bocciato, troppa ostentazione nonostante la semplicità grafica!

ps questa è solo la controetichetta immaginate l’etichetta…

 

 

Ci mancava: rubino impenetrabile ‘Nerastro’, un primo colpo caseico e marmellatoso, poi gradualmente cenere, bacche di ginepro e chiodi di garofano, come dire: tanta confettura e note di affinamento in legno…al palato è secco, compatto, ricco, morbido, dalla bella botta alcolica…diciamo vino di stile inizi del 2000, Nero 2006 di Conti Zecca blend Negroamaro, Cabernet Sauvignon…’per molti ma non per tutti, io passo!!!’

 

 

Bottiglia scaraffata e servita in decanter, rubino carico, giovane, netti profumi di curcuma, chily, riso alla cantonese…profuma fortissimamente di Oriente, mai a pensare di Medio Oriente…poi tantissima frutta con in evidenza la prugna secca SunSweet, pomodoro secco e peperone rosso catalizzanti…a questo punto qualcuno si ferma: ma lo assaggiamo??? In bocca è tutt’altro: elegante, vellutato, caldo ma sorretto da una sapidità esagerata, ottima frescezza ancora pungente e quel finale ferroso e sanguigno che chiude il quadro…uno sballo: Merlot 2003 Israeliano Dalton, che flash! Peraltro Kosher.

 

 

Infine il vino presumibilmente con più anni, perfettamente rubino, profumi delicatamente carezzevoli da taglio internazionale…penso subito ad un buon SuperTuscan (zona Bolgheri)…poi aspetto: cenere, vegetale, insilato, pepe verde, foglie di mirto e alloro, marcatamente balsamico, al gusto sfodera una acidità viva, appena diluito nel corpo, ma questo gli dona scorrevolezz
a e definita mineralità…Bordeaux 1998 Le Baron de Brane…non un sorso indimenticabile ma un Bordeaux di quelli fatti bene che hanno retto il tempo alla grande…nessuno gli aveva dato 13 anni!!!

 

 

Cla. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

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