Il caldo abbraccio dei Caraibi meno conosciuti

Rhum Liberation 2010 PMG Maitre Capovilla

 

Non è assolutamente vero che da un affascinante contenitore venga fuori un ottimo prodotto in grado di soddisfare non solo la vista ma anche gli altri quattro sensi (quante bottiglie dalle bellissime etichette sono un flop?), e invece la scatola di cartone raffigurante una pianta di cacao con degli uccelli tropicali che volteggiano intorno non è altro che il preludio ad una bottiglia spettacolare che ha come etichetta lo stesso disegno del cartone.

Questo Rhum è realizzato a Marie Galante, una piccolissima isola di Guadalupe, nella distilleria Bielle da un giovanissimo distillatore veneto sulla base di un progetto di Luca Gargano (Velier) e Vittorio Capovilla (Maitre distillatore) e la stessa distilleria.

A parte queste informazioni di colore, quello che è sconvolgente è il risultato finale, vi assicuro qualcosa di emozionantemente agricolo, un rhum immesso in commercio dalla seconda metà del 2010, risultato di un affinamento in botti di rovere francesi utilizzate una sola volta per Sauternes Chateau d’Yquem e altri vini francesi, udite-udite di soli 18 mesi (forse 36, a me sinceramente sembravano 18 anni!!!).

 

Il tatto: aprire il cartone e incidere per la prima volta la capsula rossa che copre il tappo è condizione necessaria per scoprire un mondo, un paradiso, un luogo fermo nel tempo.

 

L’udito: il sibilo della stappattura, quel rumore sordo che dona la libertà al puro distillato di canna da zucchero mi fa venire alla mente le scorribande nei mari caldi dei Caraibi dei pirati di secoli passati.

 

La vista: il colore si svela aranciato, di nocciola tostata, tantissime sfumature oro, ma ancora rosso fuoco a seconda delle angolazioni dalle quali si vuole guardare il bicchiere.

 

L’olfatto: ‘e di che stiamo parlando?’ tutto quello che il cuore vuole sentire quello il mio naso ha avvertito: vento caldo di mare salmastro e iodato, sensazioni gessose, minerali, frutta candita, agrumi essiccati, in particolare il mandarino, fieno, chiodi di garofano, curcuma, lavanda dei campi di Provenza, ma ancora con la roteazione del calice piacevoli fiori dolci (orchidee di tutti i tipi) e quella vegetalità di quando si stropiccia tra le mani l’erba fresca…meglio non continuare per non andare nel burlesque, ma potrei!

 

Il gusto: al palato non lascia spazio a rotondità, ruffianerie, sensazioni carammellate o mielose, è un rhum ruvido ma delicatissimo allo stesso tempo, caldo, minerale, acidulo di agrumi, molto lungo, entra verticale e si allarga al palato senza impasticciare le papille gustative, è asciutto e ritemprante e lascia un soffio di foresta tropicale al gusto, una carezza graffiante.

Non sarà un Caroni 1983 ma per me non dovrà mancare in casa, mai! 

 

 

A questo punto è scattato l’abbinamento insegnatoci alla scuola elementare di provetti edonisti: Rhum,  Cioccolato & Sigaro, al sigaro ho rinunciato, volevo godermi il rhum senza compromessi ma per l’occasione ho aperto una piccolissima barretta di Domori Criollo Puertomar, cioccolato amaro al 75%, molto delicato, elegante, piacevole, di facile gustabilità che però mi è apparso troppo addolcito e poco persistente, sicuramente il Rhum agricolo di cui sopra non gli ha dato una mano, troppo macho, forse aveva bisogno di un 100% amaro di Bonajuto (starà pensando il mio amico Luca M.), qualcosa di veramente estremo, il Domori lo riproverò in altre circostanze per dargli un appello adeguato, anche perchè parliamo di una delle migliori aziende italiane del settore che forse per questa elegante barretta ha puntato sulla carezzevole delicatezza piuttosto che sulla rugosa complessità gusto-olfattiva.

 

 

Cla.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.