La fresca brezza del luppolo

Birrificio Italiano – Tipopils

 

A volte capita così, entri in enoteca per comprare una birra artigianale e te ne esci con tre bocce a 20,00 euro, l’offerta comprendeva un bel pò di birre campane sugli scudi (Karma, Maltovivo, Il Chiostro) oltre a qualche forestiera tra cui questa del Birrificio Italiano di Lurago Morinone (CO) particolarmente caldeggiata dal rivenditore per essere pluripremiata a vari concorsi, l’ho presa per non scontentarlo nonostante la bottiglia abbastanza grossolana e la scarsa fiducia per premi conferiti a destra e manca.

Sono le 20,15 urge approviggionarsi di una pizza da portare nel tepore domestico che si adatti a questa European Pale Lager, prima che la folla dei ‘pizzettari del sabato sera’ invadano la pizzeria di fiducia.

Ci riesco, 20 minuti di attesa per 2 pizze al Ristorante Pizzeria Alba, da oltre quarant’anni a piazza Immacolata (NA), è un ottimo risultato, la pizza prescelta è: ripieno con scarola e provola dalla pasta morbida e leggerissima frutto di una lunga e delicata lievitazione naturale (non esistono solo La Notizia, Sorbillo e i fratelli Salvo!), di quelle pizze che una è poca e due sono troppe e che soprattutto non ti fa bere tutta la notte.

L’abbinamento è stato psichedelico, nonostante la bottiglia grossa e panciuta ma molto leggera un pò da muratore new age non esprimesse finezza tout court, la birra ha parlato dall’inizio alla fine di una ‘natura verticalmente Pils fino al midollo’, colore paglierino opaco, schiuma compatta, bianchissima e di ricca persistenza, appena sfumata un pò ci infilo tutto il mio nasone in quel bicchiere a tulipano largo (anche uno più verticale non sarebbe stato male) ed è come se mi avessero lanciato al viso una cesto di vimini con dentro: ortica, menta, anice, erba fresca falciata, bacelli di cardamomo secco, gardenia, orchidea pestata, una vera e propria sberla.

Al gusto, dopo qualche boccone di pizza afferro il bicchiere e faccio un sorso deciso, compulsivo, accenno maltato che ti inganna poi tutta la sua sinuosità da Pils Ceca vintage, purissima al palato, rinfrescante, accenni sapidi e quel amaro che ti accompagna con la manina dall’inizio alla fine della bevuta ma anche per molto tempo dopo l’ultimo sorso, garantisce una pulizia del cavo orale impeccabile e con il morbidissimo ripieno dal sapore vegetale delle scarole e il delicato affumicato della provola ha sfiorato l’applauso all’inpiedi, non oso immaginarla tra qualche settimana, nelle prime calde e floreali giornate di primavera, su una bella terrazza insieme a scampi e mazzancolle crudi con ananas e fragole (Bio con meno ormoni e concimi) o magari con del pollo ruspante di campagna (Tramonti SA) fritto a puntino (non quello pre-fritto da supermarket), ma come dire, i potenziali abbinamenti sono veramente infiniti per gli amanti della tipologia mentre per chi non gradisce il totalizzante luppolo Saaz e bene tenersi alla larga…passeggiando ex-post nel web ho letto che la Pils Via Emilia del Birrificio del Ducato ha superato la Tipopils in fatto di eleganza e fragranze, urge acquisto e test personale, perchè questa provata mi ha fatto impazzire!!!      

 

 

Cla.

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