Pinot Gris di 10 anni, normale in Alsazia

Audrey et Christian Binner – Pinot Gris 2002

 

Alsazia, terra bianchista, i pochi rossi prodotti sono giusto per accontantare la ristorazione locale, per gli amanti del Gewurtztraminer italici questa è la patria per eccellenza del vitigno di origine tedesca, io mi sono diretto invece verso il Pinot Gris, quasi a volergli dare importanza rispetto a bianchi più trendy (Riesling) o presenti in ogni dove (Chardonnay e Sauvignon).

C’è da dire che in vini alsaziani, fatti bene (ci sono molte boccie monotone!), difficilmente non piacciono per quella dolce opulenza bilanciata da una freschezza citrica e una sapidità minerale, anzi dico di più, secondo me piacciono più ai neofiti che ai tipi enofighetti che non si fanno ingannare da quella beffarda nota di frutta matura tipo: passion fruit o licthy e bevono questi vini poco alcolici e di grande longevità più per vezzo che per altro.

Binner è una realta storica sul territorio alsaziano, che opera con rese molto basse, impiego di legno grande e mai nuovo, ma soprattutto poco interventismo in cantina con utilizzo minimo di solfiti, assenza di chiarifiche e filtrazioni, cosa inimmaginabile se penso che il vino nel calice è paglierino appena carico, brillante, luminoso e privo di opacità, ma grazie a Dio esiste l’illimpidimento statico e l’utilizzo del freddo per far crollare le fecce ed eliminarle senza stress per il vino.

Le sensazioni olfattive richiamano la botritis, cosa piacevole ma spesso catalizzante se eccessiva, in questo caso la piacevole sensazione muffata è arricchita da note floreali molto decise: iris, biancospino, orchidea e zuccherine note fruttate di albicocca e mango, per finire con odori muschiati e di salvia

La boccia scende abbastanza velocemente alla continua ricerca di nuove sensazioni gusto-olfattive anche perchè il corpo polputo è bilanciato come previsto da decise acidità agrumate, una mineralità pastosa e da una gradazione alcolica da bianchi vintage (solo 12°), può essere una originale apertura di un pasto a base di cozze o pesce azzurro grigliato (tonno, palamita, aluzza, alalunga…) ma non mi vergogno a dirlo, è tra quelle bottiglie che ti consentono di fare il fenomeno con i bevitori di vino occasionali, del tipo: ‘ragazzi questo è un bianco di 10 anni, lo trovate vecchio? E’ un vino francese, che non costa neanche tanto!’ 

 

Appunto personale: ero convinto che avesse un bel pò di solfiti per un leggero mal di testa successivo alla scolata (cosa che mi capita rarissimamente) ma, ex post, leggendo il sito aziendale ho notato di aver preso una cantonata trattandosi di azienda molto poco interventista, mah, forse la muffa nobile?  

 

 

 

Cla.

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