Una Bugia lunga 3 giorni!

Toscana IGT Bugia 2009 – Testamatta

 

Che i vini di Bibi Graetz, siano fatti per stupire c’è poco da discuterne, ma scoprire che cosa ci sia dietro al nome di questo bianco prodotto con uve Ansonica presso l’isola del Giglio con vigne di circa ottant’anni lavorate da contadini locali sotto la direzione dello stesso Bibi è un mistero che solo lui potrebbe svelare.

Io però mi sono fatto una mia idea o almeno posso raccontare quello che mi ha suscitato nel bere la stessa boccia, targata 2009, in tre giorni diversi.

 

Primo giorno:

Stappo al buio a temperatura di servizio leggermente alta (16°), vino affascinante nel colore per quel suo giallo paglierino con riflessi verdognoli e sfumature dorate, naso muto, antipatico, ristroso, scostante, molto lontane e vaghe sensazioni floreali (fiori di cappero, cardo) e di spezie mediterranee (origano fresco) e poi ancor più recalcitrante al sorso: salato, caldo con una acidità poco tagliente e rinvigorente…diciamo una bevuta giocata tutto sul ‘detto non detto’.

 

Secondo giorno:

Dopo circa 36 ore di frigo la bottiglia ormai scoperta e piena per 2/3 conserva, una volta versata nel bicchiere, un colore molto luminoso, l’approccio olfattivo varia di poco, nel senso che è ancora un naso da rincorrere dentro una grotta tufacea vicino al mare, ma è decisamente più complesso: iodio, salgemma, ancora cappero fresco, erba limoncella. Al gusto esprime grande complessità (temperatura di 13/14°), salinità e alcolicità si fondono alla molto bene e una acidità lattica (tonda) a braccetto con i polialcoli è in grado di conferire corpo al sorso…persistenza in un continuo crescendo.

Non convinto della capacità di questo bicchiere di essere abbinato al cibo per una acidità smussata dal legno di affinamento, lo provo con della pancetta arrotolata tagliata a stringhe e vi assicuro non c’è stata storia…the winner is: The Wine!

 

Terzo giorno:

Restano 3 dita di boccia e non voglio lasciare solo uno sgombro sfilettato, grigliato e avvolto in fette sottili di melanzane lunghe appena fritte condite con menta secca e sale grosso, ormai il calice e il suo contenuto paglierino della bottiglia di Bibi Graetz fanno parte della famiglia, del tipo ci davamo del ‘TU’, ma anche perchè era diventato un sorso familiare, altro che restio, si esprime al naso e in bocca delicato e marino, complesso e sottile pieno di infinite sfaccettature, due sorsi ed è finito, temperatura ideale di consumo, statisticamente provato 14°, ma necessita di giusta ossigenazione per almento 1 ora per esprimersi al meglio!

 

Conclusioni:

Bugia è un bel pò caro (30 euro!) per la tipologia (Ansonica= Inzolia), ma è il quid in più dei vini Testamatta, per chi se li può permettere.

Vabbè è un vino non proprio immediato, da vigne vecchie, coltivato all’antica e vinificato con i controc…, affinato un bel pò in legno prima di essere commercializzato. Lo vedo molto poco in grado di emergere in concorsi e in batterie al buio rispetto a vini più diretti ed estroversi e molto più a far discutere a tavola i classici ‘flippati del bicchiere’ per ore e ore, naturalmente ognuno facendosi raccontare la sua MENZOGNA purchè non si è amanti esclusivi delle verticali acidità da Chablis!!!

 

Cla.   

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